Tribunale per i diritti del malato

 

Tribunale dei Diritti del Malato

Il Tribunale per i diritti del malato (TDM) è un’iniziativa di Cittadinanzattiva, nata nel 1980 per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell’ambito dei servizi sanitari e assistenziali e per contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del servizio sanitario nazionale. Il TDM è una rete costituita da cittadini comuni, ma anche da operatori dei diversi servizi e da professionisti, che si impegnano a titolo volontario (circa 10.000).

 Attività: raccolta di informaizoni e richieste, consulenza e aiuto al cittadino, collaborazione con altre organizzazioni e incontri con le Istituzioni pubbliche e private per il miglioramento della qualità del Servizio Sanitario. 

I volontari della Rete del Tribunale per i Diritti del Malato ricevono il Martedì e il Venerdì dalle 9:30 alle 12:00 e il mercoledì dalle ore 17,00 alle ore 19,00

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.     Telefono: 070 4522861 –  070 486118

Il Tribunale per i diritti del malato (TDM) opera mediante:

  1. circa 300 sezioni locali, presenti su tutto il territorio nazionale, attive negli ospedali e nei servizi territoriali;
  2. una struttura centrale, che coordina le attività della rete e promuove le iniziative nazionali;
  3. gruppi tematici, a livello nazionale, regionale e locale, collegati a specifici programmi;
  4. coordinamenti regionali, di supporto alle reti locali e per la promozione di politiche regionali di tutela dei diritti in ambito sanitario;
  5. il Progetto integrato di Tutela - Pit salute - servizio di informazione, consulenza e assistenza ai cittadini sui servizi sanitari e socio-assistenziali, attivo sia a livello nazionale che regionale e locale. I servizi Pit salute raccolgono ogni anno circa 25.000 segnalazioni, che vengono elaborate e pubblicate nel Rapporto Pit Salute, giunto nel 2009 alla sua 12° edizione.

L’attività del TDM è volta alla ricerca delle soluzioni finalizzate a rimuovere situazioni di sofferenza inutile e di ingiustizia, non esclude la protesta pubblica e il ricorso all’autorità giudiziaria, ma privilegia l’esercizio dei poteri di interpretare le situazioni, di mobilitare le coscienze, di rimediare agli intoppi istituzionali e infine di conseguire nel più breve tempo possibile i cambiamenti materiali della realtà che permettano il soddisfacimento dei diritti violati. L’attività è attuata senza fini di lucro.

Fanno parte integrante dell’attività del TDM la promozione e la realizzazione di politicheorientate a far valere il punto di vista dei cittadini nella riforma del welfare sanitario.

Il TDM, nel quadro del suo obiettivo generale di contribuire al miglioramento, alla qualità e alla umanizzazione dei servizi sanitari, considera propri compiti fondamentali:
• garantire che ovunque un cittadino abbia necessità di assistenza, consulenza, aiuto per far valere legittime aspettative, esso possa trovare strumenti e opportunità per ottenere la tutela e la protezione dei suoi diritti;
• promuovere la partecipazione civica, affinché i cittadini stessi siano protagonisti delle azioni di tutela in ambito sanitario, sia mediante l’accoglienza nelle attività del TDM, sia mediante l’apertura di spazi di attivismo civico nell’organizzazione sanitaria.
1980-2010. Trenta anni di tutela dei diritti: le principali tappe nella storia del Tribunale per i diritti del malato.

Nel 1978 nacque a Roma il Movimento Federativo Democratico, oggi Cittadinanzattiva, e G. Quaranta pubblicò “L’uomo negato”, un saggio sulla condizione del malato che in ospedale soffre sia per la malattia che per le disfunzioni del sistema. Nel 1979 la signora Maria Grazia C. passa alla storia per aver pronunciato la frase “…perché non accada ad altri…” in una lettera-denuncia per la morte della sua bambina avvenuta in ospedale in condizioni disumane

Nel 1980 si formano gruppi di volontari in tutta Italia per lottare contro le sofferenze inutili dei malati. Viene proclamata la prima “Carta dei 33 diritti del cittadino malato”, ne seguono altre 89 in tutta Italia. Nel 1990 viene realizzato il primo Rapporto sullo stato dei diritti dei cittadini nel servizio sanitario, una indagine civica che ha coinvolto 300 strutture e 25.000 cittadini. Nel 1991 parte la campagna “Abbiamo un sogno trasformare gli ospedali italiani in ospedali”. Nel 1996 nasce il Pit Salute, il servizio di informazione, consulenza e assistenza per i cittadini alle prese con i problemi della sanità. Nel 1997 viene presentato il 1° Rapporto Pit salute alla presenza del Capo dello Stato. Nel 2001 nasce l’Audit civico, un programma che permette ai cittadini di essere soggetti attivi nella valutazione della qualità. Nel 2002 viene presentata a Bruxelles laCarta europea dei diritti del malato, frutto del lavoro comune con altre organizzazioni civiche di 11 Paesi europei. La carta ha ottenuto riconoscimenti dal Parlamento Europeo, dalla Commissione europea e dal Comitato Economico e Sociale, oltre che dal Parlamento Italiano in una mozione approvata all’unanimità.

Alcune iniziative

  • 1981 Sit-in in corsia di un gruppo di mamme di bambini ricoverati in ospedale per ottenere l’apertura del reparto ai genitori
  • 1982 Campagna per il diritto al gioco, con salvadanai nei negozi per raccogliere fondi per comprare giocattoli da donare a Natale ai bambini in un ospedale romano
  • 1983 Emergenza estate, per mancanza di personale, i volontari si sostituiscono al personale: fanno le pulizie, distribuiscono il vitto, imboccano i malati
  • 1984 Sciopero della fame dei malati in ospedale per chiedere cibo caldo e di buona qualità, decine di sacchi della spazzatura con il cibo dell’ospedale giungono in direzione
  • 1987 A Napoli un bambino muore in una camera iperbarica, il Tribunale per i diritti del malato realizza una mappa dei rischi in tutti gli ospedali di Napoli, segnalando impianti difettosi e strutture malfunzionanti1988 Inizia una collaborazione con la trasmissionetelevisiva Diogene che denuncia soprusi e cattiva organizzazione a danno dei cittadini
  • 1992 L’articolo 14 del D.Lgs. 502/92 definisce finalmente ruolo e poteri della cittadinanza attiva nel suo rapporto con la sanità pubblica
  • 1998 Prende avvio, dopo l’esplosione della camera iperbarica a Milano, Ospedale sicuro, una delle campagne più efficaci del Tribunale per i diritti del malato sul tema della sicurezza e dei rischi in ospedale
  • 2001 Viene approvata una legge sulla terapia del dolore (n.12/2001) anche su pressione del Tribunale per i diritti del malato
  • 2003 Manifestazione in tutta Italia con la affissione di 100 targhe all’ingresso di strutture sanitarie con la scritta: “Il servizio sanitario pubblico appartiene ai cittadini, nessuno è autorizzato a indebolirlo o a cancellarlo”
  • 2006 Con Decreto del Presidente della Repubblica, il Tribunale per i diritti del malato ottiene la Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica
  • 2008 Un terzo delle aziende sanitarie italiane sperimenta l’Audit civico, una forma di partecipazione dei cittadini alla valutazione della qualità dei servizi sanitari locali/regionali
  • 2009 18 aprile, Terza Giornata europea dei diritti del malato: coinvolte in Italia 52 città in 17 Regioni
2010. La celebrazione del Trentennale del Tribunale per i diritti del malato
La Direzione nazionale di Cittadinanzattiva il16 gennaio 2010 ha avviato la celebrazione del trentennale del Tribunale per i diritti del malato, che avrà come fulcro la centralità dei diritti sanciti nella “Carta europea dei diritti del malato”, ma anche la storia e la memoria dei cittadini attivi impegnati a tutela della salute in questi 30 anni, facendo attenzione ad alcune parole d’ordine: universalità dei diritti, qualità e sicurezza delle cure, sostenibilità del servizio sanitario.Trova la sede del Tribunale per i diritti del malato più vicina a te

Giustizia per i diritti

 

Giustizia per i diritti
Giustizia per i diritti è una iniziativa nata nel 1990 con il compito di promuovere una politica della giustizia che valorizzi l’impegno civico, affinché i cittadini, individualmente o collettivamente promuovano azioni dirette a prevenire, limitare o rimuovere posizioni di soggezione, di sudditanza e di discriminazione, che limitino i diritti della persona. Opera mettendo a disposizione delle altre reti di Cittadinanzattiva le proprie strategie di tutela giuridica, ponendo al suo centro il punto di vista e i diritti dei cittadini, al fine di riformare la giustizia. In particolare le sue attività sono finalizzate a facilitare l’accesso dei cittadini al servizio giustizia; migliorare la qualità dell’organizzazione giudiziaria italiana; contribuire al dialogo e alla discussione tra le diverse componenti del mondo giudiziario; promuovere un controllo pubblico diffuso sull’amministrazione della giustizia; promuovere il riconoscimento di diritti nei confronti di quei soggetti che ne risultino esclusi; impegnarsi nell’affermazione di nuovi diritti; promuovere iniziative in campo legislativo.

Giustizia per i diritti è costituita da avvocati, cittadini comuni, da operatori della giustizia che si impegnano a titolo volontario ed operano nei Centri locali di Giustizia per i Diritti, costituiti nell’ambito delle Assemblee Territoriali, presenti su tutto il territorio nazionale; più di 1.000 sono i legali aderenti; l’attività di consulenza ed assistenza legale è regolata da una specifica convenzione; una struttura centrale coordina le attività della rete, promuove le iniziative nazionali e gestisce il Servizio gratuito Pit Giustizia.

Attività: assistenza, consulenza legale, formazione, realizzazione di monitoraggi e studi per un miglioramento dell'organizzazione giudiziaria

I volontari della rete di Giustizia per i Diritti ricevono il Martedì dalle ore 9,30 alle ore 12,00 e il Giovedì dalle ore 16,30 alle ore 19,00.

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POLITICHE
Le principali iniziative di Giustizia per i Diritti hanno riguardato, tra l’altro, la partecipazione a processi penali di particolare rilevanza (contro l’allora Ministro della sanità Francesco De Lorenzo e l’ex direttore del Dipartimento della farmacovigilanza Danilo Poggiolini, per l’incendio della Camera iperbarica dell’Ospedale Galeazzi di Milano, sulle questioni relative al “sangue infetto” a Trento, nei confronti dei responsabili di Radio Vaticana, quello relativo alla ipotesi di turbativa d’asta per l’aggiudicazione delle frequenze UMTS, i procedimenti per le vicende Cirio e Parmalat, etc); la  promozione di processi civili aventi carattere profondamente innovativo (per l’eliminazione di alcune clausole vessatorie nei contratti bancari, assicurativi e telefonici, per l’eccessiva durata del processo promosso innanzi al giudice ordinario prima dell’entrata in vigore della legge Pinto, nei confronti di aziende internazionali per prodotti difettosi, etc.); attività di ricerca nell’ambito della giustizia civile in Italia (1995); rapporto sui consulenti tecnici d’ufficio (maggio 1999); monitoraggio sulla qualità del servizio giustizia; le proposte di emendamento all’art. 111 della Costituzione, cosiddetto del “giusto processo”, volteall’inserimento dei diritti della vittima del reato; la proclamazione, nel giugno del 2001, della Carta dei diritti del cittadino nella giustizia;progetto europeo sulle 30 cause pilotasull’accesso alla giustizia, che ha portato ad alcune importanti sentenze (nei confronti dell’ABI, dell’ANIA, della TIM e del Ministero della Giustizia, di una AUSL siciliana); un seminario europeo sulla tutela delle vittime.

CARTA DEI DIRITTI
Il 14 giugno 2001, proprio al fine di affermare tali diritti, è stata proclamata la Carta dei diritti del cittadino alla giustizia, con l’adesione di altre sette organizzazioni civiche, diffusa il 16/11/2001, in migliaia di copie, in 30 tribunali italiani nel corso di una Giornata Nazionale allo scopo organizzata.

Sette diritti, nessuna pretesa

La carta dei diritti del cittadino nella Giustizia raccoglie principi riconosciuti dalle leggi, ma disattesi nella realtà.

 

Scuola di cittadinanza attiva

 

Scuola di CIttadinanzattivaScuola di Cittadinanza Attiva

La Rete promuove la partecipazione dei giovani e realizza percorsi di educazione alla cittadinanza e alla tutela dei diritti nelle scuole, coinvolgendo Istituzioni, Enti ed Associazioni.

Attività: realizzazione di attività formative, monitoraggi e formazione sulla sicurezza delle scuole, educazione alla cittadinanza attiva e alla legalità.

I volontari della Rete della Scuola di Cittadinanza Attiva ricevono il Martedì dalle ore 9,30 alle ore 12,00.

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Carta dei diritti

 

Le Carte dei diritti del cittadino malato rappresentano uno strumento per capire e soprattutto interpretare, dalla parte del cittadino, il più generale diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione. Le Carte dei diritti sono documenti che hanno come obiettivo la proclamazione di "grappoli di diritti" i quali si pongono come esplicitazioni e specificazioni indispensabili per dare concretezza al più generale diritto alla salute.

  • Carta dei diritti del malato

  • Carta Europea dei Diritti del Malato

  • Carta dei diritti sul dolore inutile

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